Il progetto della comunicazione avviato dai mezzi di informazione in quest’ultimo anno mira a screditare da un lato le indagini e la magistratura che le ha avviate, dall’altro a ricreare una verginità fittizia a chi è stato risucchiato nella spirale di un vortice che avrebbe finito per cambiare la propria vita. L’arte della manipolazione, senza che vi sia una verifica delle fonti, come insegna Matt Drudge, il giornalista che dal suo sito, il Drudge Report, ha svelato lo scandalo Lewinsky, è diventata una prassi che esula dall’etica giornalistica. L’ottenere il tesserino, o pezzo di carta, non fa della persona un’esperta della pianificazione, né soprattutto rende alla stessa una cognizione di cosa voglia comunicare e come organizzarne il contenuto. Si segue la scia. La trappola comportamentale ha fatto sì che “precipitassero” nell’inganno dello scandalo. L’istinto gregario ha rivoltato, come una buona massaia dispiega la biancheria, un’Italiaetta di provincia che crede nei soldi facili e nel riscatto personale. Ma restano chiacchiere inutili. Non vi è interazione nei pettegolezzi da cortile.
Probabilmente la volontà di spiare dal buco della serratura aveva altri scopi. Non serve a nulla se non si va a fondo in altri milioni di casi eclatanti ancora aperti, che vedono i protagonisti ancora sulla cresta dell’onda. La diffusione serrata sui mezzi di comunicazione in solo quest’ultimo anno ha avuto unicamente l’effetto di violentare e deludere ancora una volta i cittadini che imparano sempre più che forse il crimine paga. Che basta essere un VIP per farla franca. Un politico, un manutengolo, una bella ragazza di facile persuasione. Alzi la mano chi non era a conoscenza che il sottobosco politico nascondeva un simile affollamento. C’è chi si sbatte per portare avanti una famiglia, vincere una causa dalla quale dipende il suo futuro, restare aggrappato con le unghie e con i denti a quelle 4 mura di casa che qualcun altro vuole portarsi via. Non resta che “tifare” per il supereroe, come ci hanno insegnato fin da bambini. Anche se Superman è morto. La distorsione della rappresentazione dei fatti, intanto, prosegue su tutti i giornali. Come se non ci fosse nient’altro di cui informare i lettori.
Non è certo questo il modo, anche se già sperimentato in un passato lontano, con il quale si tende ad affievolire la già labile fiducia nei panciuti politici di “casa nostra”, anche se il pettegolezzo è l’arma più potente di questo mondo. L’importante, è far capire a chi è affetto da dissonanza cognitiva [predisposizione ad ignorare le informazioni che non corrispondono alla propria visione del mondo] che non è con le parole urlate da un pulpito che si cambia la direzione in cui si sta andando. Accompagnati per mano attraverso 10 lunghi anni è difficile tornare indietro. Ma l’esperienza insegna che ogni evento è “ciclico”. Il deterioramento avvenuto nell’etica, nella morale, nei costumi, nella politica e in tanti altri settori che comprendono finanche la quotidianità di tutti noi indica che l’implosione è alquanto vicina.
0 Feedback.